Il nome, dicono alcuni storici, viene dall'antico rivus francorum, il fiume dei Franchi, che oggi si chiama rio Gaminella. Paolo Diacono racconta invece che intorno al 663 qui si combatté fra Franchi e Longobardi, e che i Franchi, sconfitti, colmarono il torrente col proprio sangue: rivus ex sanguine francorum.
Nel 1874 venne alla luce una tomba a incinerazione: nel corredo c'era una coppa di vetro soffiato verdemare con tralci d'edera, firmata in greco «Ennione fece. Il compratore ricordi!» e databile alla seconda metà del primo secolo. Oggi è al Louvre. In cima al paese, attorno alla piazzetta di San Martino, restano ancora tre lati del ricetto, e il tozzo campanile di mattoni è forse la sua torre-porta.
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Fuori da Refrancore, ma a portata di gita.
