Caprile occupa un pezzo di montagna biellese che non sta tutto insieme: al comune appartiene anche un'isola amministrativa, staccata dal resto, che sale fino alla vetta del Monte Barone, 2.044 metri, sul confine con Coggiola. Le case si distribuiscono in una manciata di borgate e il municipio si trova in quella che si chiama Chiesa. Il nome viene dal latino caprile, il ricovero delle capre; lo stemma però non parla di capre e porta in cuore, su un trinciato d'azzurro e di rosso, tre nocciole al naturale.
Per molto tempo Caprile fu una dipendenza di Crevacuore, abitata stagionalmente da pastori; la parrocchia di San Carlo Borromeo fu eretta nel 1629 e il distacco come comune a sé arrivò nel 1736. Sotto l'alpe di Noveis si apre la grotta di Tassere, scavata nel calcare dolomitico e chiamata così per i tassi: oltre un pozzo si entra in una sala dove una lingua di roccia lunga due o tre metri, sfiorata con le nocche delle dita, vibra e tiene a lungo una nota acuta.
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Fuori da Caprile, ma a portata di gita.
