Vallanzengo è un comune sparso: la sede municipale non sta in un capoluogo omonimo ma nella frazione Trabbia, e le case si distribuiscono in una manciata di borgate lungo la strada che sale in collina. Il nome viene probabilmente dal personale romano Valentius, e una delle prime attestazioni medievali suona Valanzengus; in paese, però, gli anziani lo spiegavano in piemontese come «valle in seno». Il territorio dipese a lungo da Bioglio: dei vescovi di Vercelli nell'XI secolo, passò poi agli Avogadro di Quaregna, che nel 1404 si sottomisero ai Savoia.
L'autonomia da Bioglio arrivò con un editto di Carlo Emanuele I nel 1621, ma la spartizione dei pascoli alpestri si trascinò in controversie aspre, dalle quali Vallanzengo uscì con un vasto territorio d'alta quota, dal Bocchetto Sessera fino al torrente Sessera; una parte del comune è tuttora un'isola amministrativa, staccata dal resto e incuneata fra i paesi della montagna. Fra le famiglie antiche i Foglia diedero un abate che nel Seicento fu confessore alla corte di Spagna. Lo stemma porta uno scoiattolo su un albero e, sotto, il motto «Piccolo ma franco».
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