Il castello visconteo sta al margine di Cherasco, dove il pianoro a cuneo su cui sorge la città guarda la confluenza fra Stura di Demonte e Tanaro. Sul posto c'era già una fortificazione, rinforzata dal Comune nel Duecento; poi Cherasco passò ai Savoia, e nel 1348 Luchino Visconti, signore di Milano, li sconfisse, prese la città e ordinò di costruire un castello nuovo.
Cosa vedere
Quel castello era tutto in mattoni, di pianta quadrangolare, con una torre a ogni angolo e una torre più piccola con il ponte levatoio all'ingresso: uno schema che nei domini viscontei si ripete. Cherasco pesava abbastanza da comparire due volte come dote in matrimoni dinastici, nel 1368 per le nozze di Violante Visconti con Lionello d'Anversa duca di Clarence e nel 1387 per quelle di Valentina Visconti con Luigi I duca d'Orléans.
La visita
Il castello è di proprietà privata e si guarda solo da fuori, cosa che qui conta meno del solito: buona parte di quello che si vede è un rifacimento. Dopo il trattato di Cateau-Cambrésis del 1559 tornò ai Savoia, che ci si rifugiarono per sfuggire alla peste nel 1630 e ai francesi nel 1706; nel 1691 Vittorio Amedeo II decise di concentrare la difesa dello Stato in poche piazzeforti, e Cherasco non era fra queste, così il castello fu fatto saltare in parte di proposito perché non servisse più a scopi militari. Ridotto a mezza rovina, fu caserma fino al 1815 e poi cascina.
Il consiglio della redazione
All'inizio del Novecento nuovi proprietari integrarono largamente le murature, rialzarono le torri e ridisegnarono gli interni, ricavandone una residenza con giardino all'italiana. Guardatelo sapendolo: il profilo che si staglia sopra la confluenza è in buona misura un'idea di castello di inizio secolo scorso, montata su quel che la mina del 1691 aveva lasciato in piedi.
