Cosa vedere · Moncalieri

Altri punti di interesse

  • Castello di Revigliasco

    Revigliasco, frazione collinare di Moncalieri, fu comune autonomo fino al 1928 e ha avuto due castelli. L'antico castello, di origine medievale, oggi non esiste più; quello del Settecento sorge in via Beria, il cui nome è quello degli ultimi conti proprietari.

    Cosa vedere

    L'antico castello fu edificato a partire dall'XI secolo per volere dei Signori di Asti, durante le lotte feudali con Moncalieri e con Torino. Il toponimo è citato per la prima volta in un documento del 6 marzo 1163, nel quale Federico Barbarossa infeudò il territorio ai Marchesi di Romagnano. Le lotte con Asti terminarono nel Duecento e il castello, dal Trecento, passò ai nobili Roero, poi chiamati San Severino; dal 1531, per volere di Carlo V d'Asburgo, il borgo passò direttamente ai Savoia. Il castello più antico cadde in rovina e fu poi abbattuto per costruire il plesso scolastico Massimo d'Azeglio.

    Il castello del Settecento, già di proprietà dei Beria d'Argentine, fu acquistato dal Comune nel 1950 e, secondo le fonti consultate, che non datano l'informazione, versa in degrado. Nella stessa via, all'angolo con via delle Ghiacciaie, in cima a un'imponente gradinata, sorge la chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo, considerata l'edificio religioso simbolo del centro del borgo: fu edificata tra il 1612 e il 1620 al posto di una chiesetta preesistente, in stile barocco fiorentino, e ospita tra l'altro una tela cinquecentesca delle Sante Vergini.

    La visita

    Il castello si trova in via Beria, a Revigliasco. Le fonti consultate non dicono se sia visitabile e lo segnalano in degrado: prima di andare conviene verificare la situazione.

    Il consiglio della redazione

    Nel centro del borgo, poco distante dalla parrocchia, sorge la chiesa di Santa Croce, detta anche dei Battuti o dei Disciplinati, voluta dalla confraternita nel 1608 in stile barocco.

  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria di Testona

    La chiesa parrocchiale di Santa Maria di Testona, detta anche Santa Maria delle Grazie, si trova nella borgata Testona di Moncalieri ed è attestata già nell'XI secolo, per volere del vescovo di Torino Landolfo. La tradizione storica testonese è ricordata ancora oggi nella festa di borgata di metà settembre, che ricorda Santa Maria delle Grazie, l'8 settembre, e l'arrivo delle reliquie di Santa Vittoria romana, il 12 settembre 1843.

    Cosa vedere

    Lo stile romanico sopravvive nella struttura, nella bella cripta, nel campanile e negli alzati laterali, mentre il resto risulta rimaneggiato in stile barocco nel 1617 e, per la sola facciata, nel 1734; studi recenti collegano la facciata ai nomi di Giovanni Antonio Sevalle e Vincenzo Maria Ferrero, ingegneri e architetti piemontesi. Nel 1617 fu costruito anche il monastero annesso, assegnato prima ai cistercensi foglianti e poi ai frati Cappuccini. L'interno ha tre navate e una cripta centrale sotterranea, di origine primitiva, sotto l'altare maggiore, che è sopraelevato e si raggiunge dai due lunghi scaloni laterali.

    Nel 1841 la cripta fu rimaneggiata per venerare la statua della Madonna delle Grazie e per accogliere le reliquie di Santa Vittoria romana, martire del III secolo, giunte qui nel 1843; una riproduzione della salma si trova nella navata di destra. L'interno è decorato con dipinti di Vittorio Amedeo Rapous, Giuseppe Paladino, Francesco Antonio Mayerle e Orsola Caccia, figlia del Moncalvo. Tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, scavi presso il sagrato della chiesa e in altri punti della borgata hanno portato alla luce sepolture e un insediamento altomedievale, con tracce di una precedente fase romana, oltre a un sistema di canalizzazione altomedievale ben conservato, che doveva servire a contenere le continue risalite d'acqua della falda; le indagini hanno mostrato anche la presenza di genti di cultura longobarda a Testona.

    La visita

    La chiesa si trova nella borgata Testona, a Moncalieri. Le fonti consultate non riportano orari di apertura né modalità di visita: vanno verificati.

    Il consiglio della redazione

    Poco distante, sulla collina presso strada San Michele, sorge il Castelvecchio, un castello dai chiari lineamenti medievali eretto nel 1037 per volere dello stesso vescovo Landolfo: fu residenza vescovile e poi sabauda ed è oggi una residenza privata.

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