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⛪ Chiese e santuari

chiesa di Sant'Irene

📍 Lecce, Puglia · 57/100

Sant'Irene era la protettrice di Lecce, e questa era la sua chiesa. Nel 1656 il papa proclamò patroni della città Oronzo, Giusto e Fortunato, e lei fu retrocessa a compatrona; la chiesa però tiene ancora il suo nome, la sua statua sopra il portale e il suo altare nel transetto. Fu cominciata nel 1591 dal teatino Francesco Grimaldi e finita nel 1639.

Cosa vedere

La facciata è a due ordini, con le paraste sovrapposte legate dai festoni, le nicchie lasciate vuote e i cartigli; in alto il timpano porta le insegne dei teatini, e sull'architrave corre la dedica latina alla vergine e martire. Sopra la porta sta la santa scolpita, e sotto il cornicione lo stemma della città: un modo di dire di chi era la chiesa e di chi la città.

Dentro la pianta è a croce latina, con una navata sola aperta ai lati da tre cappelle profonde e comunicanti, coperte da cupole ellittiche. Gli altari sono opera degli scalpellini leccesi del Seicento, fra cui lo zio del maestro che disegnò il duomo; quello di sant'Irene custodisce nove busti di santi, ciascuno con la reliquia del personaggio che raffigura. Nell'abside c'è la grande tela del Trasporto dell'Arca.

La visita

La chiesa è in via Vittorio Emanuele II, sulla strada che va da piazza Sant'Oronzo al duomo, due minuti da entrambi; ingresso libero, con orari che seguono le funzioni. Mezz'ora.

Il consiglio della redazione

Qui dentro, nell'ottobre del 1860, Lecce votò il plebiscito per entrare nel Regno d'Italia: i tavoli stavano in questa navata. È una cosa che nessun cartello racconta, e cambia il modo di guardare lo spazio: non una chiesa qualsiasi, ma il posto in cui una città ha deciso di cambiare stato.

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