Nel pianoro di Atzadalai, durante certi lavori, è venuto fuori un idoletto di roccia vulcanica rossastra, vecchio di più di seimila anni: una figura di donna con le braccia raccolte sotto il seno, e sul braccio sinistro delle incisioni che probabilmente disegnano un bambino in grembo. È fra le cose più antiche che l'arte sarda abbia lasciato.
Poco lontano c'è il santuario nuragico di Abini, con il suo pozzo sacro: forse era un santuario federale, dove si ritrovavano genti di tutta l'isola. Nel settembre del 1865 fu un ragazzo del posto a convincere dei contadini a scavare, e da lì sono usciti i bronzetti che oggi stanno al museo di Cagliari.
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