San Vero Milis

Provincia: Oristano · Regione: Sardegna · Abitanti: 2.526 · CAP: 09070

Il nome è una traduzione sbagliata. Il paese era San Teodoro — San Teoru in sardo — per una chiesa che stava probabilmente sotto l'attuale Santa Sofia; nel Medioevo compare la forma Sancte Eru, che si legge già nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, e più tardi i piemontesi la resero a orecchio con «San Vero», senza alcun riguardo per quello che il nome voleva dire in sardo. «Milis» fu aggiunto in epoca giudicale per dire in quale Campidano si trovasse e per distinguerlo dall'altro San Vero, che divenne San Vero Congius.

Alle porte del paese sta S'Urachi, un nuraghe complesso il cui mastio centrale era circondato da una decina di torri disposte con perfetta simmetria: demolizioni e una strada tagliata lungo il perimetro ne lasciano vedere sette, due stanno sotto il livello della carreggiata e una decima è probabilmente ancora interrata. Questa pianura fu il granaio prima di Cartagine e poi di Roma, e a Capo Mannu c'era un porto, il Koracodes Portus, legato al sale e alla pesca. Oggi negli stagni si fermano i fenicotteri, le vigne danno la vernaccia — il cui odore di mandorle veniva un tempo da una muffa che formava una patina sul vino quando la botte non era piena — e a Su Pallosu vive una delle colonie feline più antiche d'Italia, documentata dalla fine degli anni Quaranta.

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