San Pietro e la Fonte Sacra di Mitza Pidighi
📅 Ogni anno, il 29 giugno
Solarussa festeggia san Pietro il 29 giugno, nella chiesa a lui dedicata.
Il nome è conteso fra la terra e la pietra: c'è chi lo fa venire dal colore del suolo — solum russus, suolo rosso — e in effetti nelle campagne c'è ancora una località chiamata Terra Arrubia; e c'è chi lo fa venire da una voce preromana che indica una collina molto sassosa, Zeppara grussa. Compare scritto attorno al 1200 nel condaghe di Bonarcado, e nei registri delle decime del Trecento si legge Solarosa, Solarossa, Salarussa. Di qui passava la strada romana che da Tharros portava a Macomer e a Forum Traiani, con una stazione di sosta a Putz'e Angius di cui restano alcune rovine e un pozzo: quella strada si chiamava Via Maxima, in sardo giudicale Sa ia Majore, e il suo nome sopravvive in due paesi vicini, Massama e Siamaggiore.
L'undici gennaio 1388 a Solarussa fu sottoscritto l'accordo di pace fra Eleonora d'Arborea e Pietro IV d'Aragona. La peste era già passata due volte da queste parti, nel dodicesimo secolo e nel 1378, e si era portata via un paese intero: Bidda longa, che stava fra Solarussa e Siamaggiore, è citata nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado e poi se ne perdono le tracce. Quello che è rimasto è il vino: dopo la caduta del giudicato i marchesi di Oristano spinsero la viticoltura, e Solarussa detiene ancora diversi primati per la sua vernaccia. Accanto al paese, fino al 1936, c'era una palude.
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📅 Ogni anno, il 29 giugno
Solarussa festeggia san Pietro il 29 giugno, nella chiesa a lui dedicata.
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Fuori da Solarussa, ma a portata di gita.