Sotto Silius c'è uno dei più grandi giacimenti di fluorite della Sardegna, e fra i maggiori d'Europa. Lo sfruttamento industriale del complesso di Muscadroxiu-Gennas Tres Montis cominciò negli anni cinquanta e toccò il massimo fra gli anni settanta e ottanta, quando la miniera dava lavoro a quasi seicento persone e tirava fuori più di quattrocentocinquantamila tonnellate l'anno di minerale grezzo: in un paese che oggi ha poco più di mille abitanti, voleva dire che sotto terra lavorava mezzo paese e mezzo circondario. Poi la domanda di fluorite si è ristretta, dalla fine degli anni ottanta è cominciata la crisi, nel 2006 la società di gestione è finita in liquidazione e l'estrazione si è fermata; il personale rimasto è stato impiegato a tenere in sicurezza gli impianti. Il minerale, però, è ancora lì: si stimano tre milioni di tonnellate di fluorite, e nuovi impianti sono in costruzione.
Anche prima della miniera, l'importanza di questo posto stava in quello che aveva intorno. A nord del paese, su un colle a circa 430 metri, ci sono i resti del castello di Sassai, che qui chiamano Orguglioso: costruito probabilmente nel 1253 in età pisana per controllare il Gerrei, fu assediato e distrutto nel 1353 nella guerra fra l'Aragona e il giudicato d'Arborea, e ne restano le mura, una torre quadrangolare, una torre circolare nella cinta, la cisterna e il forno. Più in là, in località Nuraxi — che prende il nome da un villaggio sparito già nel Cinquecento — quattro nuraghi disegnano un quadrilatero con l'abitato al centro; i romani li rioccuparono per sorvegliare il confine fra i Gallilenses e i Patulcenses, cioè, nelle loro parole, fra la gente delle montagne e quella più civile della pianura.
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