Villamar conta 2.872 abitanti nella Marmilla, e in sardo si chiama ancora Mara Arbarei, cioè «palude del giudicato d'Arborea»; nel Trecento era il capoluogo della curatoria di Marmilla. Nel 1409 il re d'Aragona Martino I lo diede in feudo a Gerardo Dedoni come premio per certi servigi resi al regno, nel 1643 il feudo divenne contea e passò agli Aymerich, e da loro il paese si riscattò con l'abolizione della feudalità. Oggi i muri delle case sono coperti di murales.
Il motivo per venire fin qui, però, sta dentro la chiesa di San Giovanni Battista: un retablo alto più di sette metri, dipinto a tempera e oro su tavola da Pietro Cavaro e finito nel 1518. Lo aveva commissionato don Salvatore Aymerich per una grazia ricevuta, la nascita del figlio. Il soggetto è la Madonna del Latte, la Vergine che allatta, un'iconografia che dall'Egitto copto era passata alla cultura bizantina e da lì all'occidente. E il pittore lo ha firmato e datato, in una minuscola gotica finissima lungo i bordi: pinsit hoc retabolum Petri Cavaro pictor minimus Stampacis, «ha dipinto questo retablo Pietro Cavaro, minimo fra i pittori, di Stampace», il quartiere di Cagliari da cui veniva. Nella nicchia centrale c'è una Madonna di legno attribuita allo scultore napoletano Giovanni da Nola.
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