Dentro le capanne di questo villaggio dell'età del bronzo i vasi più grandi servivano a una cosa sola: raccogliere acqua. Su un'isola vulcanica senza fiumi è la questione che decide tutto, e chi viveva qui la risolveva con enormi orci di terracotta, modellati a mano, tenuti dentro casa.
Cosa vedere
Gli scavi hanno riportato alla luce venticinque capanne di forma circolare e ovale, larghe tre o quattro metri, con muri di pietra a secco. Il villaggio è costruito su livelli, perché il pendio è ripido e lo spazio pianeggiante non c'era: si sale da poche decine di metri sul mare fino a quota trecento, fra Santa Marina e capo Faro.
Dentro le capanne sono stati trovati arredi e oggetti di uso quotidiano, con lastre e mensole di pietra su cui si posavano i vasi. Si è calcolato che il villaggio ospitasse un paio di centinaia di persone. Appartiene alla cultura del Milazzese, la facies dell'età del bronzo medio che prende il nome da un promontorio di Panarea, poco più in là nello stesso arcipelago.
La visita
Il sito è sopra Santa Marina Salina, nelle Eolie; fu individuato negli anni cinquanta del Novecento e scavato a più riprese fra la fine degli anni novanta e i primi duemila. Si raggiunge a piedi, e i reperti sono al museo civico di Lingua. Un'ora.
Il consiglio della redazione
Mettetevi dentro il perimetro di una capanna e restateci un minuto. Sono tre o quattro metri di diametro: lo spazio di una stanza piccola, per una famiglia intera, con le mensole di pietra ancora al loro posto lungo il muro. Nessuna ricostruzione da museo dà la misura che dà stare in piedi in mezzo a un cerchio di pietre.
