Cosa vedere
L'esterno presenta caratteri romanico-gotici con elementi rinascimentali e barocchi. Sulla facciata si aprono tre rosoni in pietra di Siracusa e il portale principale barocco, riqualificato nel 1636 dai Giurati cittadini e affiancato da colonne corinzie e monofore quattrocentesche. Sul lato ovest, di fronte al Palazzo dei Giurati, spicca un portale tardo gotico in pietra lavica nera decorato con motivi a grappolo d'uva e un rilievo del Cristo Pantocratore tra i santi Pietro e Paolo; sul lato est si trova un portale polilobato del XVI secolo. L'interno, a croce latina con tre navate e tre absidi, ospita sei colonne in marmo rosa di Taormina con capitelli a motivi di foglie e squame di pesce, e un soffitto ligneo con mensole intagliate a gusto arabesco-gotico. Nella controfacciata si conservano un'acquasantiera del XIII secolo e i mausolei di Antonio San Martino De Spuches e Leonardo Sgroi Camiola Paternò Castello Faraone. La navata destra custodisce la tavola della Visitazione dipinta nel 1457 da Antonino Giuffrè, il polittico del 1504 di Antonello de Saliba con la Vergine e la Deposizione, e il dipinto della Madonna non manufatta con la lapide di ringraziamento dei Giurati per lo scampato terremoto del 1693. Nella navata sinistra si ammirano una tavola del Cinquecento di Alfonso Franco con la Madonna e bambino e la statua cinquecentesca di Sant'Agata attribuita a Martino Montanini, trasferita qui dopo i bombardamenti del luglio 1943.
La visita
La cattedrale è accessibile dall'ingresso principale su piazza Duomo e dal portale laterale lungo la navata destra. Tra il 1945 e il 1948 un restauro diretto dall'architetto Armando Dillon ha riportato alla luce le arcate primitive dell'abside, liberandole dai rivestimenti barocchi e ripristinando la copertura a terrazzo sulle navate laterali.
Il consiglio della redazione
Durante la visita alla navata destra, si raccomanda di osservare da vicino la predella del polittico di Antonello de Saliba del 1504, suddivisa in cinque dettagliatissimi quadretti che raffigurano l'Ultima Cena, oltre alla delicata lavorazione in argento che arricchisce l'icona della Madonna non manufatta.
