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⛪ Chiese e santuari

basilica di Santo Spirito

📍 Firenze, Toscana · 74/100

La facciata è un muro bianco senza niente, e per questo si ricorda. Santo Spirito è l'ultima grande opera di Filippo Brunelleschi, che ricevette l'incarico nel 1434 e morì nel 1446 quando i primi pilastri erano appena arrivati in cantiere; i suoi allievi la finirono nel 1487, ammorbidendo qua e là le idee più radicali del maestro. La chiesa sta nell'Oltrarno, sulla piazza che porta il suo nome, dove gli agostiniani si erano insediati fin dal 1250 in mezzo alle vigne e avevano fatto del convento un centro di studi: qui Boccaccio lasciò la sua biblioteca, qui si riunivano i primi umanisti.

Cosa vedere

Dentro è la lezione di Brunelleschi allo stato puro: una croce latina bordata per tutto il perimetro da un loggiato continuo di colonne in pietra serena, con quaranta cappelle a nicchia tutte uguali, grigio contro bianco, e una luce che entra uniforme. Brunelleschi avrebbe voluto la facciata rivolta all'Arno, con una piazza nuova fino al fiume; le famiglie che abitavano in mezzo non cedettero e la chiesa resta orientata come la vecchia. Il baldacchino barocco di Caccini sull'altare maggiore, aggiunto due secoli dopo, rompe la prospettiva della navata: si nota, ed è il difetto che tutti gli perdonano.

Nelle cappelle del transetto le pale di Filippino Lippi; nella sagrestia ottagonale di Giuliano da Sangallo, cui si accede dal vestibolo del Cronaca, il Crocifisso ligneo che Michelangelo diciassettenne scolpì nel 1492 per ringraziare i frati che gli avevano lasciato studiare l'anatomia sui cadaveri dell'ospedale. Nell'ex refettorio, il Cenacolo, sopravvive la grande Crocifissione affrescata da Andrea Orcagna, fra i pochi resti del gotico fiorentino, insieme a due rilievi di Donatello.

La visita

La basilica si visita a ingresso libero, con un giorno di chiusura alla settimana; la sagrestia con il Crocifisso e il Cenacolo hanno biglietti separati. Il campanile di Baccio d'Agnolo, alto settanta metri, si vede da tutta la città. La piazza davanti è il salotto dell'Oltrarno, con il mercato al mattino e i tavolini la sera.

Il consiglio della redazione

Entrate e andate subito in fondo, alla controfacciata, poi voltatevi: da lì il loggiato corre senza interruzioni intorno all'intera chiesa e si capisce cosa Brunelleschi aveva in mente prima che altri gli mettessero mano. Poi uscite sulla piazza a un'ora in cui c'è sole e guardate la facciata vuota: nel 1471 un incendio scoppiato durante una festa distrusse la chiesa vecchia, e da allora nessuno ha osato decidere come finirla.

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