Il nome promette un passo che il paese non ha: lo Stelvio sta venti chilometri più a monte, mentre Prato sorge sul fondovalle della Venosta, a novecentoquindici metri. Il nome vero viene dal latino prata, i prati, ed è attestato come Prada già nel 1187. Nel 1953 fu cambiato in Prato Venosta, ma nel giro di un anno si tornò indietro: è uno dei rari casi in cui una decisione sul nome viene disfatta quasi subito.
Lo stemma comunale porta tre spighe di grano, a ricordo di quando l'economia del paese era cerealicola; oggi i campi sono meleti, ma nei cortili del centro storico stanno ancora vecchi peri Pala, una varietà tipica solo della Val Venosta che un tempo veniva prescritta dal medico e si trovava in farmacia. Nella frazione di Montechiaro restano le rovine di castel Lichtenberg, del Duecento, e dove il torrente Solda confluisce nell'Adige si apre la Prader Sand, un delta fluviale selvaggio con avifauna rara. In mezzo al paese, il centro Aquaprad raccoglie tredici grandi acquari con i pesci d'acqua dolce della provincia.
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Nei dintorni di Prato allo Stelvio
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Fuori da Prato allo Stelvio, ma a portata di gita.
