Questo parco protegge la foresta di pini uncinati più estesa della Valle d'Aosta: quasi mille ettari di un albero che altrove, sul limite del bosco, è poco più di un arbusto e qui invece fa foresta vera. Il motivo sta sotto i piedi, nelle rocce verdi di cui è fatto tutto il vallone.
Cosa vedere
Sono ofioliti, antichi fondali oceanici sollevati dalla collisione che ha costruito le Alpi: danno terreni poveri e carichi di metalli, dove pochissime piante resistono e il pino uncinato invece prospera. Le stesse rocce spiegano l'altra cosa che si incontra sui sentieri, cioè i resti delle miniere che qui hanno lavorato per secoli.
Il parco fu istituito nel 1989, primo parco regionale valdostano dopo il Gran Paradiso, e si stende su oltre cinquemila ettari fra il vallone di Champdepraz e la valle di Champorcher, lontano dalle grandi rotte turistiche della regione. Ci sono laghi d'alta quota, fra cui il più grande lago naturale della valle, e cime che superano di poco i tremila metri.
La visita
Si entra dai paesi di fondovalle, soprattutto da Champdepraz; l'accesso è libero e senza orari, ma in quota la neve resta fino a estate inoltrata e le escursioni vanno preparate. Una giornata intera per l'attraversata classica.
Il consiglio della redazione
Non puntate per forza a una vetta: entrate nella pineta e camminateci dentro per un paio d'ore. Attraversare una foresta di pini uncinati è un'esperienza che in Italia si può fare in pochissimi posti, e sono alberi bassi, contorti, che crescono lentissimi. Alcuni di quelli che vi passano accanto sono più vecchi del parco di parecchie generazioni.
