Sotto il portico del cortile di questo castello valdostano c'è la cosa più vicina a una fotografia che il Quattrocento ci abbia lasciato: una fila di lunette dipinte con le botteghe del tempo. Il fornaio con il pane sui banchi, il verduraio, il macellaio con i quarti appesi, il sarto che taglia, lo speziale con i vasi in fila, il corpo di guardia con i soldati che giocano. Non sono scene sacre né allegorie: sono mestieri, prezzi e facce di gente comune, dipinti sul finire del Quattrocento per il priore Georges de Challant, che trasformò una fortezza in una residenza.
Cosa vedere
Al centro del cortile c'è la fontana del melograno: un albero di ferro battuto che spunta da una vasca ottagonale, con i frutti di metallo fra le foglie. È l'immagine simbolo del castello e non somiglia a niente altro nelle Alpi. Attorno, le sale conservano i soffitti a cassettoni, i camini di pietra, gli affreschi con i motivi araldici e i mobili rimessi al loro posto.
Sui muri del portico, sotto e attorno alle lunette, ci sono i graffiti lasciati dai visitatori nel corso di cinque secoli: nomi, date, frasi, insulti, incisi nell'intonaco da chi passava di qui. È un secondo strato di documento, involontario e continuo, e in certi punti è più fitto della pittura. Il castello fu comprato e restaurato nell'Ottocento da un pittore, che poi lo donò allo Stato nel 1907.
La visita
Issogne è in bassa valle d'Aosta, poco distante dall'uscita dell'autostrada e dal castello di Verrès, che sta sulla montagna di fronte e si vede da qui; si entra solo con visita guidata a orari fissi, con biglietto singolo o cumulativo e chiusure in alcuni giorni e periodi. Un'ora.
Il consiglio della redazione
Chiedete alla guida di lasciarvi qualche minuto davanti alla lunetta della bottega dello speziale, e guardate le etichette sui vasi: sono scritte, e si leggono. Poi abbassate lo sguardo ai graffiti sul muro sotto le pitture e cercate le date più antiche. In una parete sola ci sono la vita quotidiana del Quattrocento e cinque secoli di gente che è passata a vederla.
