Codevigo è il comune più orientale della provincia di Padova e l'unico che tocchi la laguna veneta, nel tratto chiamato Valle di Millecampi. Il nome è romano, Caput Vici, la testa del villaggio, e compare per la prima volta in un documento dell'anno 988. Quando i veneziani ebbero la meglio sui Carraresi cominciarono le grandi opere idrauliche per salvare la laguna dall'interramento, e il taglio della Brenta Nova portò qui alluvioni continue: il territorio si impaludò e la gente se ne andò. Tornò solo dopo le bonifiche della prima metà del Cinquecento, volute dai Corner. Furono loro a far disegnare al Falconetto la facciata della chiesa e una villa rustica, e in quella casa, negli stessi anni, Alvise Cornaro ospitava Angelo Beolco, il Ruzante.
Dei casoni, le abitazioni di mattoni di terra cotta al sole con il tetto a quattro falde coperto di canna palustre, in cui vivevano famiglie contadine anche numerose, ne resta uno solo, in località Rosara, e in cattive condizioni. Di questo comune si ricordano poi due momenti molto diversi. Nella primavera del 1945, mentre il fronte risaliva verso nord, nelle campagne intorno a Codevigo furono uccise decine di persone in quello che è noto come l'eccidio di Codevigo: la documentazione esisteva fin da subito, ma per decenni non se ne parlò quasi. E il 7 maggio 1974, a Conche, il pulmino che riportava a casa i bambini dell'asilo finì nel canale Novissimo: suor Elvira Pettinato annegò cercando di salvarli e le fu data la medaglia d'oro al valor civile, mentre il pescatore Luigi Bartella si tuffò e ne trasse fuori due, e gli fu data quella d'argento.
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