San Biagio e san Daniele, patroni del mulino del 1456
📅 Ogni anno, il 3 febbraio
Grantorto festeggia san Biagio e san Daniele il 3 febbraio, nella chiesa a loro dedicata.
Grantorto conta 4.661 abitanti sul Brenta, nella zona delle risorgive, e il nome è una forma del terreno: viene da grumum, il ripiano lasciato dalle alluvioni. Il paese sta infatti su un lungo dosso naturale rialzato, in mezzo a campagne che il fiume ha rimodellato ogni volta che è uscito. È una parola che ha fatto fortuna in tutto il nord: dà il nome anche a un Grontorto nel Cremonese, a Grumolo delle Abbadesse qui vicino, e a diversi paesi del Bergamasco.
Nello stemma comunale ci sono due città insieme, e non è un capriccio: fino al 1853 il confine fra le province di Padova e Vicenza passava di qui, e Grantorto sta tuttora nella diocesi vicentina. Così hanno messo il campo d'argento di Padova accanto allo scudo rosso crociato d'argento di Vicenza. In paese c'è ancora il mulino, che i documenti registrano già nel 1456: è del tipo romano, aveva tre ruote e tre coppie di macine, e due di quelle ruote — cinque metri di diametro — si vedono girare ancora. Nel Medioevo qui c'erano due villaggi, e uno, ricordato dal 1191, si chiamava Canfriolo: oggi sono quattro case, ma i vicini quella zona la chiamano ancora così.
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📅 Ogni anno, il 3 febbraio
Grantorto festeggia san Biagio e san Daniele il 3 febbraio, nella chiesa a loro dedicata.
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Fuori da Grantorto, ma a portata di gita.