Uno degli edifici religiosi più antichi di Padova, la chiesa di San Nicolò affaccia sul Selciato San Nicolò ed è tra le prime della città a essere state dedicate a san Nicola di Mira, forse ancora prima che le sue reliquie giungessero a Bari.
Cosa vedere
Scavi archeologici hanno confermato un impianto ben anteriore alla fine dell'XI secolo, quando la chiesa fu donata dal vescovo alle monache di San Pietro; un documento del 1178 la cita già tra le parrocchie cittadine. Rimaneggiata più volte nei secoli, conserva sulla facciata archetti gotici, un rosone e la sporgente cappella Forzatè del 1367, collegata da un'arcata al campanile gotico; sotto l'arcata si apre il portale lombardesco con San Nicola, il Padre Eterno e l'Annunciazione.
All'interno, reso asimmetrico da una quarta navata verso meridione, spicca il deposito in marmo rosso di Giordano e Marco Forzatè sormontato da un trittico rinascimentale, insieme alla grande tela di Giandomenico Tiepolo del 1777 con la Sacra Famiglia, che fu pala dell'altar maggiore fino al restauro condotto fra il 1966 e il 1971 sulla scia del Concilio Vaticano II. A quello stesso periodo risalgono le quattordici stazioni della Via Crucis in rame smaltato, realizzate nel 1968 dall'artista padovano Paolo De Poli.
La visita
La chiesa è tuttora un luogo di culto attivo, aperta secondo gli orari delle funzioni parrocchiali; conviene verificarli prima di organizzare la visita.
Il consiglio della redazione
Non fermatevi alla facciata: la cappella Forzatè e il retrostante deposito funebre in marmo rosso veronese raccontano da soli il legame secolare fra la chiesa e una delle grandi famiglie dell'aristocrazia padovana.










