Tra corso Cavour e l'Adige, nel cuore del centro storico di Verona, la chiesa di San Lorenzo sorge sul luogo di un edificio di culto molto più antico, di cui oggi restano solo pochi frammenti murati nella fabbrica attuale.
Cosa vedere
L'edificio duecentesco che si vede oggi nacque dai lavori avviati probabilmente nel 1110, presto interrotti — forse a causa del terremoto del 1117 — e ripresi in seguito con una diversa tecnica costruttiva, quella dei corsi alternati di mattoni e conci di tufo che ancora oggi caratterizza la facciata. Nei restauri di fine Ottocento fu ritrovata una lamina di piombo che ricorda come, proprio nel 1110, il vescovo Zufeto vi avesse deposto le reliquie del beato Ippolito.
Le due torri scalari cilindriche che affiancano la facciata, prive di coronamento come se non fossero mai state completate, richiamano un modello diffuso nelle abbazie cluniacensi francesi; all'interno, tra gli affreschi duecenteschi e trecenteschi sopravvissuti, spicca la pala cinquecentesca di Domenico Brusasorzi sull'altare maggiore. Gli interventi ottocenteschi e del secondo dopoguerra eliminarono le sovrapposizioni barocche e neoclassiche per restituire alla chiesa il suo aspetto romanico, demolendo anche un oratorio costruito nel 1824, di cui restano solo quattro colonne corinzie.
La visita
La chiesa è generalmente visitabile negli orari di apertura al culto; per eventuali eventi o chiusure straordinarie conviene informarsi presso la diocesi di Verona.
Il consiglio della redazione
Vale la pena osservare da vicino il paramento murario a corsi alternati di mattoni e ciottoli o tufo: è la stessa tecnica romanica veronese che si ritrova in altri monumenti della città, e qui è leggibile quasi come un manuale a cielo aperto.










