Castel d'Azzano

Provincia: Verona · Regione: Veneto · Abitanti: 11.739 · CAP: 37060

Fino a un secolo fa qui c'era un lago. Si chiamava lago di Vacaldo, era di risorgiva — quattordici ettari di acqua pulita che si rinnovava da sé — e ha condizionato la storia del paese finché non venne prosciugato. Serviva da serbatoio per le campagne intorno, la sua acqua era concessa agli abitanti di Vigasio per irrigare e per far girare il Molino Nuovo, ed era anche riserva di caccia a pochi chilometri da Verona, con un castello che permetteva di spostare qui la corte d'estate. Nel 1164 se ne servì Federico Barbarossa: accampato nei pressi di Vigasio, senza alleati e con tutti i comuni contro, usò il lago, i suoi canali e i fossi allagabili come difesa passiva, sostituendo con l'acqua le mura che non aveva.

Il lago arrivò rimaneggiato fino alla prima guerra mondiale, poi fu abbandonato e ridotto a pantano; nello stesso periodo villa Violini Nogarola, rifatta a inizio Ottocento dall'architetto ticinese Simone Cantoni, veniva devastata perché adibita a carcere militare per i prigionieri di guerra. Oggi quella villa è il municipio: appartiene al comune dal 1997. I conti, del resto, il comune lo amministravano di persona: dopo l'annessione all'Italia fu sindaco fino al 1889 il conte Antonio Nogarola, ultimo erede della casata, e gli succedette fino al 1917 il conte Ludovico Violini Nogarola, che ne aveva ereditato anche il titolo. Il nome del paese viene invece da un Attius, nome latino molto comune.

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Cosa c'è intorno

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