Grezzana

Provincia: Verona · Regione: Veneto · Abitanti: 10.827 · CAP: 37023

Il primo documento che nomina questo paese è il testamento di un vescovo che regalò tutto. Nokterio era nato a Grezzana e divenne vescovo di Verona intorno al 900, con l'approvazione del re Berengario: le fonti tengono a precisare che accadde senza un vincolo feudale precedente, per sola benevolenza — cioè senza pagare e senza passare per gli uffici di corte, dove di solito si faceva carriera. Fondò un ospedale, donò ai canonici della cattedrale parecchi possessi nella valle e morì in povertà nel 928. Nel suo testamento si legge la prima citazione del nome: «dono la mia fattoria nel territorio di Grezzana… e la mia parte di castello». L'iscrizione nel duomo di Verona dice che salì al cielo spogliato di ogni cosa, compresi i servi, ai quali concesse non soltanto la libertà ma anche un piccolo patrimonio, perché non finissero in miseria.

Il cristianesimo, in questa valle, aveva fatto fatica. La Valpantena era piena di patrizi romani e di luoghi pagani — un lucus, cioè un bosco sacro agli dèi, vicino a Lugo, e un tempietto dedicato a Venere presso Vendri — e le prime conversioni si fanno risalire al quarto secolo. Nell'839 il vescovo Rotaldo conferì la plebem S. Martini de Gretiana al diacono Audone; nel 1214 Grezzana si liberò dall'amministrazione del capitolo della cattedrale. Nel 1411 fu costruito in piazza un ospedale, San Bartolomeo, cosa eccezionale per l'epoca: al tempo della rivoluzione francese il comune lo soppresse e si prese i beni. Dal Cinquecento in poi le frazioni cominciarono a rendersi autonome: Azzago nel 1578, Bosco nel 1612, Erbezzo nel 1672.

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Otto punte, zucchero a velo come neve su una montagna: il pandoro nasce a Verona nel 1894, brevettato da Domenico Melegatti.

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