Il castello degli Ezzelini, detto anche castello superiore, è la fortificazione medievale sul colle più alto di Bassano del Grappa. Nacque intorno alla chiesa di Santa Maria, citata in un documento del 998 come situata «in Margnano, non molto lontano dalla riva» del Brenta, con strutture difensive che servivano da rifugio per la popolazione, i beni e le derrate. Nella seconda metà del XII secolo il vescovo di Vicenza, a cui apparteneva, lo donò a Ezzelino I, capostipite della famiglia degli Ezzelini. Fu poi in mano agli Scaligeri dal 1311, ai Visconti dal 1387 e alla Repubblica di Venezia dal 10 giugno 1404.
Cosa vedere
Le parti più antiche, del XII e XIII secolo, sono le basi di torri e mura in ciottoli del Brenta, pietre calcaree e laterizi, il muro di cinta a nord e la torre dell'Ortazzo. Oggi il complesso è formato da due recinti concentrici intorno alla sommità, uniti a sud da una sola muraglia: quello esterno è il più antico, quello interno ha molti elementi del Trecento, e tra i due corre un camminamento di ronda con vista sulla città. All'ingresso c'è la torre Bolzonella, oggi detta di Ser Ivano, alta circa trenta metri, un tempo difesa autonoma e isolata dal resto del castello; a nord il recinto si chiude con il fianco del duomo, l'antica pieve di Santa Maria in Colle, rifatta a partire dal 1471.
La torre dell'Ortazzo, tozza e a base quadrata, prende il nome dal cortile che chiude a sud-ovest, dove si seppellivano gli annegati nel Brenta e i sospetti suicidi.
La visita
Dopo i restauri degli anni Novanta del Novecento, la torre dell'Ortazzo, la torre di Ser Ivano e il corpo di guardia all'ingresso del percorso delle mura ospitano mostre temporanee e spettacoli della rassegna OperaEstate. Orari e aperture vanno verificati con il Comune.
Il consiglio della redazione
Nel 1411 le mura resistettero alle prime bombarde delle truppe dell'imperatore Sigismondo, ma nel 1508, durante la guerra della Lega di Cambrai, cedettero agli eserciti di Massimiliano I d'Asburgo: da allora il castello perse la funzione militare. Giuseppe Verdi ambientò qui, nel 1228, la sua prima opera, Oberto, conte di San Bonifacio.





