Il teatro comunale Gabriele Rossetti è in piazza Verdi, a Vasto. Fu ricavato dall'antico convento di Santo Spirito dei padri Celestini, soppresso all'inizio dell'Ottocento, i cui locali erano poi diventati uffici giudiziari e in parte carcere. I lavori, su progetto di Taddeo Salvini e sotto la sorveglianza di Domenico Laccetti, si fecero tra il 1818 e il 1819, e il teatro fu inaugurato con il nome di San Ferdinando. Viene dopo il Marrucino di Chieti come secondo teatro d'opera d'Abruzzo. Nel 1860 prese il nome del poeta vastese Gabriele Rossetti.
Cosa vedere
La facciata è quella del rifacimento del 1841, su progetto di Errico Morra e Nicola Maria Pietrocola. La sala a ferro di cavallo fu realizzata nel 1905 da Vincenzo Marchesani e Domenico Crisci, con stucchi, festoni e dipinti neoclassici. Nel 1830 Pasquale Monacelli e Pietrocola avevano completato l'apparato in legno del palcoscenico e il sipario, dipinto da Nicola De Laurentiis: raffigura il poeta vastese Lucio Valerio Pudente incoronato d'alloro sul Campidoglio.
Sulla stessa piazza si alza la torre di Santo Spirito, detta anche torre d'Amante: faceva parte delle mura volute da Giacomo Caldora nel 1439 e ricorda la presenza dei Celestini a Vasto.
La visita
Nel Novecento il teatro fu usato come cinema e poi come magazzino; i progetti di restauro partirono nel 1973, e nel 1987 vi tenne un concerto il flautista Severino Gazzelloni. Oggi ospita spettacoli, mostre e convegni, tra cui la rassegna annuale dei «Giovedì Rossettiani»; programma e biglietti vanno verificati con il Comune.
Il consiglio della redazione
Su questo palco si rappresentarono opere di Donizetti e di Verdi e le commedie dei vastesi Luigi Anelli e Ottavio Suriani. Durante la seconda guerra mondiale, per il Capodanno del 1943, vi fu allestito un concerto d'addio per il generale britannico Bernard Law Montgomery.

