San Panfilo, patrono di Scerni
📅 Ogni anno, il 28 aprile
Scerni festeggia san Panfilo il 28 aprile, nella chiesa a lui dedicata. Il giorno dopo si festeggia anche Sant'Emidio, altro patrono del paese.
Scerni è cresciuta assorbendo quello che intorno moriva. Compare nell'883 come castellum Scerni, donato al monastero di Santo Stefano in Rivo Maris, e sotto quella giurisdizione restò fino all'inizio del Quattrocento, quando l'abbazia fu distrutta. Poi il paese si prese un feudo abbandonato dopo l'altro: Materno nel Trecento, la Selva della Bardella nel Settecento, e nel 1807 sia l'università di Villa Ragna, antico feudo disabitato e ripopolato nel Cinquecento, sia l'ex feudo di Planisio, spartito con Gissi e Atessa. Il borgo fortificato sta fra due tratturi, il Lanciano-Cupello a nord e il Centurelle-Montesecco a sud.
Nel 1853 furono abbattute la Selva di Bardella e la Selva di Aragno, e i terreni disboscati passarono alle colture. Sette anni dopo, fra il venticinque e il ventisette febbraio 1860, più di mille contadini armati di roncole e mazze invasero la tenuta del marchese d'Avalos: buttarono giù una casa rurale, presero legna da ardere, malmenarono il guardaboschi, e travolsero poi i gendarmi e le guardie urbane di Pollutri e di Monteodorisio. Il tumulto ha dei nomi: Michelangelo Tarquinio, Giuseppe Menna detto Passaguai, Luigi Berarducci. Oggi il paese è noto per la ventricina, l'insaccato di maiale e peperoncino.
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📅 Ogni anno, il 28 aprile
Scerni festeggia san Panfilo il 28 aprile, nella chiesa a lui dedicata. Il giorno dopo si festeggia anche Sant'Emidio, altro patrono del paese.
📅 Ogni anno, il 29 aprile
Scerni festeggia sant'Emidio il 29 aprile, il giorno dopo la festa patronale di San Panfilo.
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Fuori da Scerni, ma a portata di gita.