Della chiesa di San Pietro, a Vasto, resta in piedi soltanto la facciata con il portale, lungo via Adriatica, sulla passeggiata del Muro delle Lame. Era una delle chiese più antiche della città: secondo la tradizione sorse nel X secolo sui resti di un tempio di Cerere, e nel 1047 risultava già un possedimento dell'abbazia di San Giovanni in Venere. Vi era annesso un convento di benedettini, abbandonato nel 1410. Colpita dalle scorrerie turche del 1566, fu rifatta a più riprese e tra Sette e Ottocento prese forme neoclassiche; nel 1739 era diventata insigne collegiata. Per i continui scontri con la rivale Santa Maria Maggiore, nel 1808 un decreto di Giuseppe Bonaparte soppresse capitolo e parrocchia; la parrocchia fu rifondata solo nel 1915.
Cosa vedere
Il portale medievale è l'unico elemento superstite: nella lunetta ci sono una Madonna col Bambino e un bassorilievo con la Deposizione. Ai lati si vedono resti di opus reticulatum, la muratura romana a reticolo. Accanto al portale è collocata la più grande delle quattro campane dell'antica torre campanaria.
La chiesa aveva tre navate absidate e cappelle rette ciascuna da una confraternita. Due dipinti che vi si trovavano sono oggi nella Pinacoteca di palazzo d'Avalos: «Il cieco di Gerico» di Francesco Paolo Palizzi, del 1853, e l'«Ecce Agnus Dei» di Filippo Palizzi.
La visita
La facciata è all'aperto, lungo la strada, e si vede liberamente. La parrocchia fu trasferita nella vicina chiesa di Sant'Antonio di Padova, dove sono finiti anche il Crocifisso ligneo settecentesco, le statue di san Pietro, san Paolo e del Cristo risorto e le altre campane.
Il consiglio della redazione
La chiesa non cadde con la frana del 1956: rimase in piedi, ma gravemente lesionata, e fu demolita a partire dalla fine del 1959. Una nuova chiesa, per la quale erano già stati stanziati i fondi, non fu mai costruita.

