Fino al riordino napoleonico Cortino era uno dei circa trenta villaggi dello Stato di Roseto, tenuto dagli Acquaviva duchi di Atri; divenne comune quando quello stato fu diviso. Il nome è scritto Corte in una donazione del 1029 alla chiesa di Teramo. Sopra il paese sta una delle rare abetaie pure dell'Appennino, disposta come un anfiteatro.
Tre delle sue frazioni, Pagliaroli, Padula e Macchia Tornella, hanno ancora un'amministrazione separata, che viene dagli usi civici e dalle terre comuni. La montagna ha convissuto per secoli col brigantaggio: Marco Sciarra alla fine del Cinquecento, e nel 1799 le bande messe insieme contro i francesi da un parroco, don Donato de Donatis. L'archivio del comune andò quasi tutto distrutto nel 1943.
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