Quando nel 1951 Pellegrino Claudio Sestieri aprì la prima vera campagna di scavo a Grumentum, cominciò dal teatro: ne mise in luce una metà, poi i fondi finirono e il lavoro si fermò lì. L'edificio è di età augustea e appartiene alla stagione in cui la città, distrutta e saccheggiata dagli Italici durante la guerra sociale, venne rimessa in piedi a partire dalla seconda metà del I secolo a.C. e riempita di nuovi monumenti pubblici. L'altra metà del teatro dovette aspettare a lungo: il restauro lo curò Dinu Adamesteanu, primo soprintendente alle antichità della Basilicata, tra il 1964 e il 1968, e fu lui a pubblicare i risultati degli scavi.
Cosa vedere
Il teatro occupa la parte settentrionale dell'abitato romano, poco distante dall'anfiteatro. Non è isolato: intorno gli si stringe un piccolo comparto monumentale che si visita insieme a lui, con i resti di due templi di epoca imperiale e quelli di una domus ricca che gli archeologi chiamano Casa dei mosaici, per i pavimenti musivi conservati in alcuni ambienti.
Scendendo verso sud si arriva al foro, chiuso da portici, con i resti di due templi sui lati nord e sud, identificati per ipotesi con il capitolium e con un tempio del culto imperiale, e sul lato ovest quelli di una basilica. La città era stata fondata dai Romani nel III secolo a.C. come avamposto fortificato lungo la via Herculea: pianta allungata su tre strade parallele tagliate ad angolo retto, mura con sei porte per circa 3 km di perimetro, 25 ettari di cui solo un decimo è tornato alla luce. Nel 1961 il Ministero della Pubblica Istruzione dichiarò di importante interesse archeologico proprio la zona del teatro, delle terme e dell'anfiteatro.
La visita
Il parco è in fondovalle, in località Spineta, ai piedi del colle su cui sta Grumento Nova e a poca distanza dal lago di Pietra del Pertusillo. I servizi per i visitatori sono stati ricavati dentro le terme repubblicane, lungo il decumano orientale, e conviene guardarsi intorno mentre si prende il biglietto. Il Museo nazionale dell'Alta Val d'Agri, con i pannelli che ricostruiscono l'aspetto dei monumenti, è adiacente all'area: vederlo prima rende il teatro molto più leggibile.
Il consiglio della redazione
Dal teatro fate i pochi passi fino al frigidarium circolare delle terme repubblicane e guardate dentro la vasca: lì sono stati costruiti, in età moderna, i palmenti per pigiare l'uva e far fermentare il mosto. Fra Cinquecento e Seicento l'area archeologica era tornata a essere campagna a vigna, con case rurali, ed è il punto in cui le due storie si sovrappongono materialmente.
