Nel novembre del 2008 Nicola Barbatelli trovò a Salerno una tavola di pioppo: un uomo barbuto sui quarantacinque anni, di tre quarti, cappello nero, e sul retro l'iscrizione PINXIT MEA tracciata a rovescio, come si scrive davanti a uno specchio. Quel dipinto, il Ritratto lucano — o Ritratto di Acerenza —, è esposto qui, ed è il motivo per cui la maggior parte dei visitatori di fuori sale fino a Vaglio.
Cosa vedere
L'attribuzione a Leonardo è tutt'altro che pacifica, e conviene saperlo prima di trovarsi davanti al quadro. Da una parte ci sono la datazione al radiocarbonio del supporto, compresa tra il 1474 e il 1517, la scrittura speculare e un'impronta digitale che i sostenitori dell'attribuzione fanno coincidere con una rilevata sulla Dama con l'ermellino. Dall'altra c'è la maggioranza degli studiosi di Leonardo, che parla di qualità pittorica non alta e di una somiglianza fin troppo comoda con l'autoritratto degli Uffizi; nel 2018 l'Università di Malta rinunciò a esporlo dichiarandolo non autentico. Guardate comunque la tavola da vicino: il lato sinistro del volto è rovinato da cadute di colore, mentre capelli e barba sono costruiti con una pennellata sottile e mossa.
Il resto del museo, aperto nel 2006, lavora per ricostruzioni: la vita dell'abitato lucano di Serra di Vaglio e quella del santuario di Rossano dedicato alla dea Mefite, i due siti che stanno nel territorio comunale.
La visita
Il museo si trova nella pineta di Vaglio, fuori dal paese. Mettete in conto che qui si vedono soprattutto ricostruzioni e apparati esplicativi, non vetrine piene di originali: i materiali usciti dagli scavi sono in gran parte al Museo archeologico nazionale della Basilicata, a Potenza.
Il consiglio della redazione
Venite qui prima di salire a Serra di Vaglio, non dopo: le ricostruzioni della casa e del santuario rendono leggibili filari di pietra che, visti a freddo, dicono poco. E davanti al Ritratto lucano non fermatevi al nome di Leonardo — la parte interessante è la catena di analisi che divide gli specialisti da quando la tavola è saltata fuori.
