🏰 Castelli e palazzi

Villa di Masseria Ciccotti

📍 Oppido Lucano, Basilicata · 29/100

La masseria che si incontra a sei chilometri da Oppido Lucano poggia in parte su un castellum aquae romano, la vasca che raccoglieva l'acqua di una sorgente distante un chilometro a monte. È il segno più visibile di quello che c'è sotto: una villa romana costruita sull'asse della via Herculia, la strada che collegava Venusia a Heraclea, e mai davvero abbandonata, perché il sito è abitato ancora oggi. Quell'acqua serviva la casa padronale e la fullonica, il locale in cui si lavava la lana prodotta in loco.

Cosa vedere

Della prima villa, tardo-repubblicana, restano la basis villae con un criptoportico e i resti di un atrio con peristilio: l'impianto seguiva lo schema della villa rustica di allora, con l'ingresso alla parte produttiva dal peristilio e l'accesso all'abitazione da un'ambulatio dalla facciata studiata per fare scena. I pavimenti erano a mosaico, con le quattro stagioni; quei mosaici non sono più qui, sono stati staccati e portati al Museo Archeologico Nazionale di Muro Lucano.

Il momento di massima espansione è il II secolo, fra Adriano e gli Antonini: venti ambienti pavimentati in opus sectile e a mosaico occupano il settore sud-occidentale della terrazza, mentre a nord si aprono le terme, a pianta mistilinea, alimentate da un acquedotto e dal castellum aquae di cui restano alcuni pilastri. Accanto lavorava l'area artigianale, con una fornace per laterizi, lo spazio per i dolia e la fullonica. Poi il declino: dal III secolo alcune stanze vengono rifatte, altre monumentalizzate, e nel settore sud-occidentale compare un'aula absidata; nel IV secolo delle tombe a cappuccina tagliano in pieno quello che era stato il lavatoio della lana.

La visita

Non è un parco archeologico: sopra le rovine c'è una masseria in attività e la proprietà è privata. Le indagini vere sono cominciate all'inizio del Novecento, quando la soprintendenza individuò negli edifici centrali un balneum monumentale e una piscina, e sono diventate sistematiche nel 1989 con la missione italo-canadese dell'Università di Perugia e della University of Alberta, che ha misurato la scala dell'impianto termale e la complessità della pars urbana. Per vedere qualcosa con i propri occhi la tappa che conta è il museo di Muro Lucano, dove stanno i mosaici.

Il consiglio della redazione

Chiedete al museo di Muro Lucano da quale stanza vengono i mosaici delle quattro stagioni, poi tornate qui a cercarne il punto: è l'unico modo per rimettere insieme una villa che gli archeologi hanno paragonato, per lusso delle decorazioni e dimensione delle terme, agli impianti pubblici di Velia e di Paestum. E cercate la sorgente un chilometro più a monte: l'acquedotto partiva da lì.

Cosa fare qui: tour, biglietti ed esperienze

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