Il Castello normanno-svevo è una fortificazione medievale sul colle di San Teodoro, il rione più antico di Nicastro, oggi parte di Lamezia Terme. Sta a strapiombo su un colle roccioso, in una posizione che permetteva di controllare la pianura fino al mare.
Cosa vedere
Non si conosce la data esatta della costruzione. Secondo alcune fonti fu eretto dai Bizantini intorno al IX secolo, secondo altre, più documentate, dai Normanni nell'XI: il nucleo iniziale sorse su una fortezza precedente, innalzata fra l'VIII e il IX secolo, che i Normanni ripristinarono nella seconda metà dell'XI. Federico II ampliò gli interni con caserme e carceri e fece costruire un mastio pentagonale e una cinta muraria. Il terremoto del 1638 causò danni gravi: oggi restano i resti di quattro torri cilindriche, i bastioni, le mura e un contrafforte con loggetta cieca.
La storia del castello si intreccia con la fine di Enrico VII, il figlio ribelle di Federico II, tenuto prigioniero qui per due anni a partire dal 1240 sotto la custodia del castellano Martino d'Ippolito. Sulla sua morte, il 12 aprile 1242, circolano più versioni: una parla di suicidio, gettandosi da cavallo durante il trasferimento al castello di Martirano; qualcuno ha sostenuto che fu Federico II a farlo uccidere; una versione più recente, sostenuta da documentazione, dice che morì di una malattia contratta in carcere. Il corpo fu poi portato nel duomo di Cosenza.
La visita
Il castello è sul colle di San Teodoro, a Nicastro. Le fonti lo dicono ancora visitabile, seppure in condizioni di dissesto; orari e modalità non sono riportati dalle fonti consultate e vanno verificati, anche per le condizioni di sicurezza.
Il consiglio della redazione
Nel 1778 il viaggiatore inglese Henry Swinburne descrisse il castello come un romantico rudere in posizione pericolante sul letto di un torrente fragoroso, in una valle buia e boscosa. Per gli oggetti e gli elementi architettonici del castello si può visitare la sezione medievale del Museo archeologico lametino, a meno di un chilometro.
