Villa Margherita, già Villa Trieste dal secondo dopoguerra al 2012, è la villa comunale di Catanzaro e il più antico giardino pubblico della città; orto botanico e giardino storico, occupa circa tre ettari sul versante sud-orientale del centro storico.
Cosa vedere
I giardini hanno una vegetazione lussureggiante e ospitano numerose sculture; la passeggiata è impreziosita da viali, due stagni artificiali, un'area giochi per bambini e un gazebo. Le specie sono numerose: palme, acacie, allori, pittosfori, cedri dell'Himalaya, sequoie sempreverdi e pini marini, con un assetto floristico scelto e progettato dall'agronomo-ingegnere di origine svizzera Enrico Fehr, che lavorò anche per le ville comunali di Messina, di Palmi e di Cittanova. Di particolare pregio sono i busti marmorei di personaggi illustri legati alla città, sindaci o professionisti; la statua di maggior pregio è quella del filosofo Francesco Fiorentino, dello scultore Francesco Jerace, in marmo di Carrara su un imponente basamento di granito. Subito dopo l'ingresso principale di piazzale Trieste, nel perimetro del parco, si trovano il MARCH, Museo archeologico numismatico provinciale, la più antica istituzione museale calabrese, fondata nel 1863, e la Biblioteca comunale Filippo De Nobili, trasferita qui nel 1958 dopo un attacco di termiti. La villa ospita anche uno dei numerosi accessi alla lunga rete di cunicoli sotterranei scavati nel sottosuolo di Catanzaro: l'origine è incerta, ma rilevazioni degli anni Duemila la collocano al momento dell'insediamento della popolazione bizantina; la parte accessibile dalla villa fu aperta e visitabile fino agli anni Ottanta, poi l'accesso fu vietato per motivi di sicurezza.
I terreni su cui sorge erano un tempo abitati da comunità che praticavano riti e tradizioni di estrazione greca, islamica ed ebraica, tanto che un quartiere vicino prese il nome di Grecìa; vi si coltivavano alberi da frutto, fra cui il gelso bianco e nero, sfruttando i terrazzamenti naturali, e parte dei terreni era dell'attiguo Monastero di Santa Chiara, fondato nel 1309. La villa nacque nel periodo di massima espansione di Catanzaro dopo l'Unità d'Italia, con il Piano Manfredi: nel 1875, sindaco Francesco De Seta, fu redatto un piano di massima; nel 1876 un regio decreto dichiarò l'opera di pubblica utilità; i lavori, su progetto di Federico ed Enrico Andreotti, durarono dal 1878 al 1880 e il giardino fu inaugurato il 21 gennaio 1881, in occasione della visita dei Savoia, e intitolato alla regina Margherita. Nel 2007 lavori di riqualificazione urbana portarono alla luce ceramiche del XIII-XIV secolo e strumenti in pietra preistorici; nel 2024 la villa è stata sottoposta a un'imponente opera di restyling e rifunzionalizzazione degli spazi.
La visita
La villa è a Catanzaro, con l'accesso principale da piazzale Trieste; è stata dichiarata di notevole interesse pubblico con decreto ministeriale del 1972. Le fonti consultate non riportano orari: vanno verificati sul sito del Comune (comunecatanzaro.it).
Il consiglio della redazione
La villa sorge a 320 metri sul livello del mare su un terrazzamento della collina di Triavonà, sopra la valle del torrente Musofalo: dal giardino il panorama comprende la città, parte del Golfo di Squillace e, sul lato opposto, la Sila.


