Soveria Mannelli

Provincia: Catanzaro · Regione: Calabria · Abitanti: 3.137 · CAP: 88049

La battaglia più famosa di Soveria probabilmente non è mai avvenuta. Nel 1191, in località Ruina, si sarebbero scontrati i governatori di Nicastro e di Taverna con Federico Lanza, capitano di Enrico VI di Svevia; ma la fonte di tutto è l'Historia de' Sueui di Carlo Calà, stampata a Napoli nel 1660 e costruita su documenti falsificati dal cosentino Ferdinando Stocchi. Anche il nome è contestato: Soveria starebbe per i sorbi, o per il latino Subareae, «le aree di sotto»; Mannelli per i manni, gli attrezzi di legno con cui qui si tessevano le tele di lino, oppure per il cognome di una famiglia. Del resto il paese è doppio: in alto San Tommaso, che prende il nome da un oratorio costruito a inizio Seicento da don Tommaso Scaglione, canonico di Martirano, e più in basso, lungo la strada vecchia, Soveria, che gli è cresciuta addosso.

Quello che è successo davvero è di due secoli dopo. Il 30 agosto 1860, qui, l'esercito borbonico del generale Ghio si sciolse: otto giorni più tardi Garibaldi entrava a Napoli. Il comune si era dato un'amministrazione propria nel 1807, dopo secoli divisi fra la contea di Martirano, la città demaniale di Scigliano e la baronia di Pittarella — che nel Settecento due sorelle si spartirono, San Tommaso ai Micciulli e Pittarella ai Passalacqua. E da qui, nel 1972, è partita una tipografia diventata casa editrice nazionale: la Rubbettino di Rosario Rubbettino, che stampa per il Senato della Repubblica, ha portato in italiano Hayek e von Mises, e per ogni libro che pubblica pianta un albero.

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