San Nicola di Bari d'inverno
📅 Ogni anno, il 6 dicembre
Casabona festeggia san Nicola di Bari il 6 dicembre, con una seconda ricorrenza la prima domenica di giugno.
Il nome sembra ovvio e non lo è: la «casa buona» c'entra poco. Una spiegazione lo fa venire dal latino casabundia, «vicina a cadere», a indicare lo stato precario degli edifici dopo un terremoto; l'altra, meglio sostenuta, dal latino caseus attraverso il calabrese casu, cioè un posto dove si faceva del buon formaggio — e i documenti aiutano, perché fino al 1508 il luogo si scrive Caso Bono. La prima attestazione è del 1198, quando papa Innocenzo III confermò a un certo Nicodemo una serie di beni nel territorio di Casabona.
Un terremoto — le fonti discordano se quello del 1638 o quello del 1783 — distrusse il paese vecchio: si salvò soltanto il convento di San Bernardino, e attorno a quello si formò un nucleo di cento fuochi che diventò «Casabona il nuovo», dove col tempo confluirono anche quelli che avevano provato a ricostruirsi una vita nell'abitato di prima. Nella frazione di Zinga affiorano i diapiri salini, rocce di sale alte anche trenta metri, nate dalla crisi di salinità del Messiniano. E sulle pendici del Timpone di Montagnapiana il naturalista Giuseppe Tallarico ha lasciato un giardino botanico dove sperimentò specie rare, fra cui l'albero della gomma e le araucarie.
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📅 Ogni anno, il 6 dicembre
Casabona festeggia san Nicola di Bari il 6 dicembre, con una seconda ricorrenza la prima domenica di giugno.
📅 Ogni anno, la prima domenica di giugno
Casabona festeggia una seconda volta san Nicola di Bari la prima domenica di giugno, oltre alla ricorrenza del 6 dicembre.
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Fuori da Casabona, ma a portata di gita.