Rocca di Neto

Provincia: Crotone · Regione: Calabria · Abitanti: 5.594 · CAP: 88821

Per trent'anni questo paese ha portato il nome di un re. Il terremoto del 1832 lo distrusse, e la ricostruzione fu fatta poco più in alto rispetto al vecchio borgo: il centro nuovo prese il nome di Rocca Ferdinandea, in onore di Ferdinando II di Borbone, e lo tenne fino al 1863, quando dopo l'unità d'Italia si preferì chiamarlo col nome del fiume che gli scorre a sud. Prima ancora si chiamava Casale di Terrate e, dal 71 a.C., dipendeva da Petelia, la città che oggi è Strongoli.

La sua storia è fatta di monaci e di padroni. Nel 1178 vi sorse il monastero cistercense di Santa Maria delle Terrate, e furono quei monaci a disegnare il paesaggio agrario del casale, piantando vigneti, alberi da frutto e orti attorno alle case. Nel 1664 il feudo fu comprato dalla certosa di Santo Stefano del Bosco, quella fondata da san Brunone di Colonia, che per pagarlo vendette beni in altre sue grange: così la camera baronale finì nelle mani di un ente religioso, e ci restò fino al 1783, quando la soppressione dei certosini la fece passare al demanio. Nel 1662 era stata costruita la chiesa della Madonna delle Sette Porte, sopra la cella di un eremita dove era stato trovato un dipinto quattrocentesco della Vergine.

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