San Felice, patrono di Montecalvo Irpino
📅 Ogni anno, il 30 agosto
Montecalvo Irpino festeggia san Felice il 30 agosto.
Il paese sta a 623 metri sopra la confluenza fra il torrente Miscano e il fiume Ufita, e si è chiamato semplicemente Montecalvo fino al 1862, quando l'aggettivo Irpino venne aggiunto per distinguerlo dai molti omonimi. Sul nome ci sono tre letture: il latino mons calvus, monte roccioso e senza alberi; oppure mons galbus, monte giallo, per il colore del tufo o per i fiori di ginestra; oppure ancora la gens romana dei Calvia, che qui avrebbe avuto dei possedimenti. Nella valle del Miscano ci sono le Bolle della Malvizza, vulcanetti di fango che spuntano in mezzo alla campagna. Il prodotto tipico è il pane di Montecalvo, tanto che il comune fa parte dell'associazione nazionale delle città del pane. La prima notizia storica è in un documento del 1096 che ricorda l'invio di una sessantina di armati di questa zona in una spedizione in Terrasanta; nel 1137 la cronaca dell'abate Alessandro Telesino racconta che re Ruggero II, in guerra con il conte di Avellino, si accampò ai piedi del castello. Il violento terremoto del 1456 fece invece sprofondare una parte dell'abitato, e da allora il paese si allargò fuori dalle mura, che non furono più ricostruite.
Il feudo passò per molte mani — i Potofranco, poi la contea di Ariano, poi i Pignatelli, i Carafa, i Gagliardi e di nuovo i Pignatelli fino al 1806 — ma la storia che conta di più è quella politica. In epoca borbonica Montecalvo fu uno dei centri più attivi della Carboneria in Irpinia, e per i moti costituzionali del 1820 e 1821 da qui partirono volontari che combatterono gli austriaci ad Antrodoco sotto Guglielmo Pepe. Nei primi decenni del Novecento gli ideali socialisti si diffusero fra gli intellettuali e i braccianti, e l'antifascismo restò attivo per tutto il ventennio, soprattutto grazie al farmacista Pietro Cristino e ai confinati politici mandati qui da altre regioni. Nel 1944 nacque la sezione locale del Partito Comunista, intitolata a Giuseppe Cristino, caduto in Spagna nelle Brigate Internazionali; nel 1946 la lista frontista della Spiga vinse le prime elezioni amministrative del dopoguerra ed elesse sindaco il socialista Pietro Cristino. Al referendum del 2 giugno 1946 Montecalvo Irpino fu uno dei 14 comuni della provincia di Avellino in cui vinse la Repubblica, e quello in cui la Repubblica prese la percentuale più alta.
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Montecalvo Irpino festeggia san Felice il 30 agosto.
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