Il nome del comune l'hanno deciso una pietra e un tedesco. Fino al 1863 il paese si chiamava soltanto Pago; poi il consiglio comunale deliberò di aggiungere Vetano o Veiano, e il regio decreto del ventidue gennaio 1863 scelse Veiano, assecondando il parere di Theodor Mommsen, che leggeva l'ultima parola della terza riga dell'epigrafe diversamente da Raffaele Garrucci: gli studiosi sono divisi ancora oggi. La pietra, trovata nel 1845 in contrada Li Piani e datata 167, sta murata nella facciata di una casa sul corso, e ricorda Caio Safronio Secondo, curatore e patrono del pago, che pagò di tasca propria i refettori e all'inaugurazione offrì un banchetto agli abitanti.
L'altra cosa che ha fatto il paese è la strada. Lungo la riva sinistra del Tammaro passava uno dei calles sanniti, allargato e migliorato in età romana e poi tratto della via Herculia; nel Medioevo diventò il Regio Tratturo, largo cinquantacinque metri, percorso obbligato della transumanza. Il paese crebbe piano: nel 1542 ci vivevano ventotto famiglie, trentatré nel 1561, e poi arrivò la peste del 1656.
Distanze in linea d'aria dal centro del paese. Tocca un punto per aprirne la scheda.
Nei dintorni di Pago Veiano
Le destinazioni raccontate dalla nostra redazione più vicine, con la distanza in linea d'aria.
Luoghi da vedere entro 25 km
Fuori da Pago Veiano, ma a portata di gita.
