Marigliano

Provincia: Napoli · Regione: Campania · Abitanti: 30.247 · CAP: 80034

Nel cuore dell'agro nolano, Marigliano conserva il segno dei suoi feudatari: il palazzo ducale, con le torri cilindriche e il parco, passato dai Carafa agli ultimi duchi, resta il monumento identitario di una città che fu contea importante del Regno. Il nome viene probabilmente da una famiglia romana, i Mari, premiata con queste terre dopo la guerra sociale; il primo documento che la nomina è una pergamena di donazione del 917. Il feudo cambiò padrone di continuo, e una volta finì all'asta come un mobile, quando un Carafa morì lasciando debiti: lo comprò un banchiere napoletano. Al signore più sfortunato andò peggio ancora: nel 1197 Enrico VI fece trascinare Riccardo di Acerra da un cavallo per le vie di Capua, e poi impiccare a testa in giù.

Sotto i Mastrilli, che tennero il ducato per un secolo e mezzo, Marigliano ebbe una rivolta dei vassalli, con le tasse troppo alte e il duca costretto a chiudersi nel convento di San Vito, e un'accademia letteraria, voluta da Isabella Mastrilli. Nella collegiata di Santa Maria delle Grazie lavorò Domenico Antonio Vaccaro, e il campanile, di tufo, mattoni rossi e pietra lavica, aveva in cima un cupolino di maioliche gialle e verdi: crollò col terremoto del 1980 ed è stato rifatto uguale. Attorno c'è la piana di ortaggi e frutta che rifornisce Napoli da sempre, e proprio la campagna diede alla città la pagina più amara: negli anni cinquanta la dorifora distrusse per anni il raccolto delle patate, e nel giugno del 1959 la protesta dei contadini finì con il municipio in fiamme. A due passi ci sono Nola dei Gigli e le basiliche paleocristiane di Cimitile.

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