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🏰 Castelli e palazzi

Praedia di Giulia Felice

📍 Pompei, Campania · 64/100

Su un muro di questa proprietà, lungo via dell'Abbondanza, c'era un cartello dipinto: si affittano, dalle idi di agosto e per cinque anni, il bagno, le botteghe con i mezzanini e gli appartamenti al piano di sopra, nei possedimenti di Giulia Felice, figlia di Spurio. È l'annuncio immobiliare più famoso del mondo antico, ed è la chiave di tutto: i praedia non sono una casa signorile, sono un investimento. Dopo il terremoto del 62 la padrona si tenne un'ala per sé e mise a reddito il resto, terme comprese, che aprì al pubblico perché quelle della città erano inagibili.

Cosa vedere

Il complesso occupa un isolato intero e si attraversa da parte a parte. La cosa che resta impressa è il giardino: un lungo canale d'acqua in marmo, l'euripo, con le fontane e un portico di colonne sottili, e in fondo un triclinio estivo dove i letti sono murati e l'acqua scendeva a cascata dietro la schiena dei commensali. Sono spazi da locale pubblico più che da casa privata, ed è esattamente quello che erano diventati.

Poi il quartiere termale, con lo spogliatoio, la sala calda e la piscina, e sul fronte della strada la fila di botteghe con le scale che salivano agli alloggi. Le pitture più belle — le scene di vita nel foro, con i banchi dei mercanti, le scuole all'aperto e i mendicanti, e le nature morte — non sono più qui: furono staccate a metà Settecento e sono al Museo archeologico nazionale di Napoli. Questa fu una delle primissime case di Pompei a essere scavata, nel 1755, e una delle poche a essere stata poi ricoperta di terra e dimenticata per un secolo.

La visita

I praedia sono nella Regio II, sulla via dell'Abbondanza a pochi passi dall'anfiteatro e dall'ingresso di Porta Anfiteatro; compresi nel biglietto degli scavi. Mezz'ora. È una delle aree più ombreggiate del sito grazie al giardino ricostruito, e nelle giornate calde è il posto giusto per rallentare. Le aperture delle singole case cambiano: si controlla la mappa all'ingresso.

Il consiglio della redazione

Prima di entrare fermatevi sul marciapiede di via dell'Abbondanza e guardate il muro esterno: l'iscrizione originale, ritrovata nel 1757, non è più lì, ma quello era il punto in cui si leggeva l'annuncio d'affitto. Poi entrate e camminate lungo il canale fino in fondo: state percorrendo, in dieci passi, la differenza tra una casa di famiglia e un'attività commerciale gestita da una donna che sapeva fare i conti.

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