San Nicola, patrono del mausoleo romano
📅 Ogni anno, il 6 dicembre
Polla festeggia san Nicola il 6 dicembre, nella chiesa a lui dedicata.
Per capire Polla bisogna immaginare l'acqua. Durante le fasi glaciali il Vallo di Diano era occupato quasi per intero da un grande lago pleistocenico, e la Grotta di Polla insieme alle cavità che qui chiamano le Crive ne costituivano lo scarico: da lì le acque si infilavano nel massiccio calcareo e riemergevano più a valle, dove oggi si visitano le grotte di Pertosa-Auletta. Il lago se n'è andato e al suo posto scorre il Tanagro, che verso nord incide il margine della piana nel tratto detto Intagliata e poi si stringe nella forra del Maltempo. Il paese sta a 468 metri sul bordo occidentale della valle, cioè appena sopra il livello che l'acqua teneva.
La terra qui si muove: Polla fu l'epicentro del disastroso terremoto che colpì il Vallo di Diano nel 1561. Per un secolo e mezzo fu anche il centro amministrativo della zona, capoluogo di circondario dal 1811 al 1860 sotto i Borbone e poi capoluogo di mandamento fino al 1927. E fra il 1940 e il 1943 fu uno dei comuni della Campania che le autorità fasciste destinarono ad accogliere profughi ebrei in internamento civile: gente mandata a vivere lontano dalle città, in un paese di montagna, sotto sorveglianza e senza processo.
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📅 Ogni anno, il 6 dicembre
Polla festeggia san Nicola il 6 dicembre, nella chiesa a lui dedicata.
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Fuori da Polla, ma a portata di gita.