Chiesa di San Domenico
Chiesa di Cesena costruita dal 1706 su una chiesa più antica, di cui restano i due chiostri.
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Chiesa di Cesena costruita dal 1706 su una chiesa più antica, di cui restano i due chiostri.
Chiesa di Cesena con facciata incompiuta su disegno di Vanvitelli; la pala di Genga è oggi a Brera.
Pinacoteca di Cesena dal 1984 nell'ex convento di San Biagio: da Guercino a Guttuso e Schifano.
Porta trecentesca di Cesena vicino alla Rocca Malatestiana, con un'epigrafe di Renato Serra.
Il Parco della Rimembranza è un giardino pubblico di Cesena, realizzato nel 1922 sulle pendici del colle Garampo, dove sorge la Rocca Malatestiana.
Il parco presenta piante rare e tavoli per pic-nic. In corrispondenza dell'entrata su viale Mazzoni è collocato il monumento ai caduti della Grande Guerra. Sotto il parco fu poi costruito un rifugio antiaereo.
Il colle su cui sorge la rocca rimase brullo e senza vegetazione per diversi secoli, finché alla fine dell'Ottocento, dopo la demolizione del Borgo Chiesanuova, si iniziò a progettarne la sistemazione. Il parco fu inaugurato nel 1924 e dedicato ai seicento soldati cesenati morti nella Prima guerra mondiale: per ciascuno di loro fu piantato un albero.
Il parco ha un ingresso su viale Mazzoni, a Cesena. Le fonti consultate non indicano orari di apertura né dicono se il rifugio antiaereo sotto il parco sia visitabile.
Il parco occupa le pendici del colle della Rocca Malatestiana: in zona si trova anche la Porta Montanara, vicina alla rocca.
La chiesa di San Martino in Fiume è un piccolo edificio religioso della frazione omonima di Cesena, nella diocesi di Cesena-Sarsina; la chiesa e l'abitato devono il nome al vicino fiume Savio.
Il semplice edificio ha facciata a capanna e navata unica. Artisticamente rilevante è il portale sulla facciata, rimasto intatto durante le vicende belliche: è in pietra d'Istria e ha un timpano centinato che riporta la dedicazione a san Martino di Tours e l'anno di riedificazione. L'interno è impreziosito da affreschi votivi dell'inizio del Cinquecento, alcuni eseguiti dal pittore ferrarese F. Rossi; rappresentano una Madonna col Bambino e i santi Antonio abate, Cristoforo, Martino, Rocco e Sebastiano, dipinti come ex voto per la guarigione o la preservazione dalla peste che in quel periodo si era diffusa nel Cesenate.
La chiesa sorge su un edificio preesistente, di cui si trova traccia in un documento del 1291, e fu riedificata nel 1505 su iniziativa del canonico Paolo Poliziano, assumendo l'aspetto che ha oggi, pur con i restauri resi necessari dai gravi danni subiti durante la Seconda guerra mondiale.
La chiesa si trova nella frazione di San Martino in Fiume, a Cesena. Le fonti consultate non indicano orari di apertura; per informazioni si può fare riferimento alla scheda della diocesi di Cesena-Sarsina.
Cercate sul timpano del portale in pietra d'Istria l'anno di riedificazione, il 1505: è scritto lì, accanto alla dedica a san Martino.
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