Predappio

Provincia: Forlì-Cesena · Regione: Emilia-Romagna · Abitanti: 6.519 · CAP: 47016

Fino agli anni Venti Predappio era un paese piccolo, sulle colline, cresciuto attorno a un castello medievale; due chilometri più in basso, lungo la valle, c'era Dovìa, poche case sparse di contadini e mezzadri, con una scuola e un'osteria. A Dovìa, nel 1883, nacque Benito Mussolini. Una frana fu presa a giustificazione per spostare l'abitato dal colle al fondovalle: a Dovìa fu costruita una città nuova secondo i canoni architettonici del regime, e il 30 agosto del 1925 il segretario del partito fascista Roberto Farinacci venne a posare la prima pietra delle case popolari e della chiesa. L'anno dopo Mussolini passò a vedere i lavori e fece togliere la lapide di bronzo che Farinacci aveva fatto mettere sulla facciata della sua casa natale: voleva che i luoghi della sua infanzia restassero il più umili possibile. Nel 1927 un regio decreto spostò laggiù anche il municipio, e con gli anni i nomi si scambiarono: il paese vecchio diventò Predappio Alta, e la città nuova, semplicemente, Predappio.

Mussolini è sepolto nel cimitero di San Cassiano, e la tomba porta qui sia turisti sia, ogni anno, i pellegrinaggi dei neofascisti: una cosa con cui il comune ha dovuto fare i conti. Nel 2009 il consiglio comunale vietò la vendita dei souvenir fascisti, e nel 2014 il sindaco annunciò un museo sulla storia del fascismo, per fare del paese — sono parole sue — un luogo di riflessione, e toglierlo dalle mani di chi vuole usarlo per altro. Di quegli anni c'è anche una storia dell'altra parte: nel maggio del 1944, qui vicino, tre partigiani della banda Corbari — Silvio Corbari, Iris Versari e Otello Sisi — finsero di trattare la resa, salirono in auto con il comandante della milizia fascista del posto e lo giustiziarono con un'arma che Iris Versari teneva nascosta addosso.

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