Solarolo è un paese disegnato: tre strade parallele e una che le taglia tutte, come si faceva nei centri di fondazione medievale. Il nome compare per la prima volta l'8 luglio 993, come Solarolius, ed è il nome di un fondo; per leggere di un castrum Solarolii bisogna aspettare il 1138, l'anno in cui i faentini lo distrussero nella lotta contro Bologna per il controllo della terra fra il Santerno e il Senio. Lo ricostruirono, sempre i faentini, verso il 1341. Nel punto in cui le due strade principali si incrociano sorse la chiesa arcipretale; intorno c'era una palizzata con una porta sola, rivolta a ovest, e nemmeno una piazza del mercato: si comprava e si vendeva fuori dal paese, fra la porta e il canale dei molini. Verso il 1460 i Manfredi tirarono su una rocca nuova, inglobando la torre dei bolognesi.
Poi Solarolo passò di mano parecchie volte. Nel 1500 Cesare Borgia espugnò Faenza e il paese, che non poteva aspettarsi aiuto, si arrese da solo; nel 1514 fu dato in pegno ai Gonzaga, e il dominio di Mantova durò fino al 1573, con Isabella d'Este che per dieci anni governò di persona. Il terremoto del 1688 rese la rocca inabitabile, e da allora fu smantellata pezzo per pezzo. Il colpo peggiore, però, arrivò molto dopo: per quattro mesi, fra il dicembre del 1944 e il marzo successivo, il fronte si fermò lungo il Senio, e l'offensiva finale del 9 aprile 1945 lasciò distrutto il cinquantacinque per cento degli edifici del centro e gravemente danneggiato un altro venticinque. Il giorno prima della liberazione i tedeschi, andandosene, minarono e fecero saltare la torre del Comune. Di qui viene Laura Pausini.