Altri punti di interesse
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Galleria Parmeggiani
La Galleria Anna e Luigi Parmeggiani è un museo di Reggio Emilia che conserva una collezione di mobili, dipinti, armi e tessuti in un fantasioso edificio neomedievale di gusto francese e spagnolo, oggi parte del circuito dei Musei Civici cittadini.
Cosa vedere
L'edificio fu fatto costruire nel 1924 dall'eclettico collezionista Luigi Parmeggiani, nato a Reggio Emilia nel 1860, che vi tornò dopo problemi economici a Parigi con l'intenzione di ospitare le proprie raccolte; il progetto, dell'ingegnere reggiano Ascanio Ferrari, si ispira liberamente a un reliquario francese conservato nella stessa collezione, e la facciata è animata da doccioni, stemmi e busti di Raffaello, Michelangelo, Leonardo e Cellini. Già nel 1926 alcune sale erano aperte al pubblico come museo privato e centro culturale, ma nel 1932 un tracollo economico costrinse Parmeggiani a donare l'edificio al Comune in cambio di una rendita mensile: il museo aprì definitivamente il 18 giugno 1933, e Parmeggiani ne curò l'allestimento fino alla morte, nel 1945.
Le collezioni riuniscono tre nuclei diversi: la raccolta Marcy, con armi e gioielli in parte autentici e in parte pastiches ottocenteschi della bottega parigina Marcy; la collezione Escosura, appartenuta al pittore e antiquario Ignacio León y Escosura, con tessuti, abiti e dipinti di scuola spagnola, fiamminga e francese fra cui opere che Parmeggiani, noto per le sue attribuzioni fantasiose, presentava come di El Greco, Van Eyck o Velázquez; e la collezione Detti, ventitré dipinti del pittore Cesare Detti entrati in possesso di Parmeggiani con il matrimonio, nel 1918, con la figlia dell'artista, Blanche detta Anne. Caduta in declino dopo la morte di quest'ultima nel 1954, la galleria fu restaurata a partire dal 1968 e riaperta al pubblico nel 1988.
La visita
La galleria, con orari pubblicati dai Musei Civici di Reggio Emilia, ospita al secondo piano, un tempo appartamento dei coniugi Parmeggiani, anche mostre temporanee.
Il consiglio della redazione
Cercate il trittico attribuito a Van Eyck nel salone centrale: sapere che Parmeggiani falsificava spesso le origini delle proprie opere non toglie fascino alla visita, anzi, trasforma la galleria in un gioco continuo fra autenticità e invenzione.
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Museo del Tricolore
Il Museo del Tricolore è una delle sedi dei Musei Civici di Reggio Emilia, allestito nel municipio cittadino accanto alla Sala del Tricolore, e raccoglie cimeli legati alla bandiera italiana e al Risorgimento.
Cosa vedere
Il museo occupa spazi del Palazzo del Comune, la cui costruzione iniziò nel 1416 e che negli anni Settanta del Settecento si arricchì della grande sala progettata dall'architetto Ludovico Bolognini, in origine destinata ad archivio e poi alle riunioni del Consiglio Generale. Fu proprio in questa sala, ribattezzata Sala Patriottica, che il 7 gennaio 1797 il Congresso della Repubblica Cispadana approvò la mozione di Giuseppe Compagnoni per adottare come vessillo nazionale i tre colori verde, bianco e rosso: nacque così il Tricolore, bandiera del primo stato sovrano italiano a riconoscersi in quei colori.
L'idea del museo si deve allo storico Ugo Bellocchi, che nel 1966 ricostruì su basi documentarie il modello del primo Tricolore; dopo un primo allestimento negli anni Ottanta, il percorso attuale fu inaugurato il 7 gennaio 2004 dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, con una prima sezione dedicata agli anni 1796-1814. Una seconda sezione, dedicata al periodo risorgimentale fino al centenario della bandiera nel 1897, fu inaugurata nel 2006, mentre nel 2017 si è aggiunta una sezione dedicata alla contemporaneità, che ospita fra l'altro le opere del progetto «Novanta artisti per una bandiera». Fra i cimeli conservati figurano le chiavi della città donate a Napoleone Bonaparte e il proclama del 26 agosto 1796 che istituì la Repubblica Reggiana.
La visita
Il museo, con orari pubblicati dai Musei Civici di Reggio Emilia, è visitabile insieme alla Sala del Tricolore, tuttora utilizzata per le sedute del consiglio comunale.
Il consiglio della redazione
Fermatevi davanti al modello del primo Tricolore ricostruito da Ugo Bellocchi negli anni Sessanta: un lavoro di ricerca storica paziente, condotto quasi due secoli dopo i fatti, che ha permesso di restituire alla città un'immagine fedele del vessillo nato proprio in questa sala.
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Eventi e sagre 1
Prossimo appuntamento: San Prospero, patrono nella città dove nacque il tricolore italiano, martedì 24 novembre
Come arrivare
Aeroporto più vicino: Parma, a 30 km
Nei dintorni di Reggio nell'Emilia
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