Tarcento

Provincia: Udine · Regione: Friuli-Venezia Giulia · Abitanti: 9.095 · CAP: 33017

In un anno solo il paese fu colpito due volte. Nel 1511 Tarcento fu uno degli epicentri della rivolta friulana del giovedì grasso, la sommossa contadina in cui i castelli e le case nobiliari della zona vennero incendiati e i nobili torturati e uccisi; e nello stesso anno arrivò un terremoto rovinoso. Il castello sopra il paese aveva già avuto una vita complicata: sul colle di Coia ce n'erano due, quello superiore intitolato a san Lorenzo e quello inferiore, e quando nel 1352 l'inferiore fu demolito e poi ricostruito, lo si rifece usando anche il materiale recuperato dal superiore, che nel frattempo era stato distrutto a sua volta. Oggi del castello di San Lorenzo non resta nulla e un torrione di quello inferiore domina ancora l'abitato; il sei gennaio, su quel colle, si accende il pignarûl grant, il grande falò a cui si attribuiscono origini celtiche.

Tarcento è una cerniera: a nord le Prealpi Giulie, a sud l'alta pianura friulana, a est i colli orientali, a ovest l'anfiteatro morenico del Tagliamento. E ha per vicini i monti Musi, una delle zone più piovose d'Europa e la più piovosa d'Italia, che funzionano da conca e tengono le nuvole addossate alla valle. Dal 1356 la comunità si autogovernò con un'assemblea dei capifamiglia, la vicinìa, le cui regole venivano approvate dal giurisdicente del castello; l'assemblea durò fino al Seicento, quando lasciò il posto a un consiglio di dodici membri, poi diventati trenta. Fra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento il paese divenne una villeggiatura di moda — le ville della Belle Époque con i loro parchi, gli opifici della seta, la diga di Crosis, il tram che arrivava da Udine — e lo chiamavano la perla del Friuli. Poi venne il terremoto del 1976, e dopo una ricostruzione parziale degli edifici storici i villeggianti e buona parte di quell'economia non tornarono.

🎉 Feste e sagre a Tarcento 1

Festa patronale Tra 20 giorni

San Carlo Borromeo, patrono del Pignarûl grande sulla collina di Coia

📅 Ogni anno, il 4 novembre; il 5 e 6 gennaio la Coia ospita il Palio dei Pignarulârs e il Pignarûl grande

Tarcento festeggia il patrono del paese, san Carlo Borromeo, il 4 novembre. Il 5 gennaio si corre il «Palio dei Pignarulârs», corsa di carri infuocati nelle vie del centro; il 6 gennaio, dopo una rievocazione storica in costume, una fiaccolata sale fino al rudere del castello di Coia, dove si accende il Pignarûl grande e il Vecchio Venerando trae auspici per l'anno nuovo osservando la direzione del fumo.

Cosa c'è intorno

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Nei dintorni di Tarcento

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