Nimis

Provincia: Udine · Regione: Friuli-Venezia Giulia · Abitanti: 2.778 · CAP: 33045

Anticamente il paese si chiamava Nemas, e il nome viene da una radice celtica — Nem, il recinto sacro, oppure Nim, il bosco — che in tutti e due i casi porta alla stessa immagine: un bosco consacrato. Paolo Diacono cita il castrum Nemas fra i luoghi longobardi del Friuli, e qui fu ucciso Arnefrit, figlio del duca Lupo, che tentava di riprendersi il ducato con l'aiuto degli slavi. Gli scavi condotti nel 1964 sotto il pavimento della chiesa dei Santi Gervasio e Protasio hanno riportato alla luce una prima basilica databile alla metà del sesto secolo: lo stesso secolo in cui popolazioni slave cominciarono a stabilirsi sulle montagne vicine, entrando così nella giurisdizione della pieve di Nimis, che si estendeva anche su Attimis e Povoletto.

Quelle comunità di montagna, però, si sentivano trascurate, e dal Cinquecento portarono la pieve in causa perché delle anime dell'alto nessuno si curava davvero. La spuntarono: nel 1642 ottennero l'erezione del Vicariato degli Slavi, con sede a Torlano e affidato a un sacerdote che conoscesse i loro dialetti e dicesse messa nelle chiesette dei monti. Il vicariato durò fino al 1885, quando le nuove parrocchie locali lo resero superfluo. Torlano torna nella storia del paese in un giorno molto più buio: il 24 agosto del 1944 le Waffen SS vi uccisero trentatré civili, fra cui donne e bambini, e il fascicolo dell'inchiesta fu occultato, per essere ritrovato solo nel 1994 nel cosiddetto armadio della vergogna. Il terremoto del 1976 devastò l'abitato, che è stato ricostruito; sulle colline si continua a fare il Ramandolo, il vino dolce che è stato il primo docg del Friuli.

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