Le mura di Ninfa sono la cinta che difendeva la città medievale scomparsa, oggi Giardino di Ninfa, nel territorio di Cisterna di Latina. Nel Trecento, quando Ninfa era al massimo dello splendore, erano lunghe circa 1400 metri, intervallate da almeno undici torri, ma probabilmente molte di più. Dentro stavano più di centocinquanta case, chiese, mulini, ponti, due ospedali e un municipio.
Cosa vedere
La storia delle mura è fatta di demolizioni e ricostruzioni. Nel 1116, con il Pactum Ninfensium, papa Pasquale II affidò il borgo agli abitanti in cambio di fedeltà alla Chiesa, di alcuni obblighi economici e dell'ordine di abbattere le difese. Nello stesso secolo i Frangipane costruirono le mura difensive, insieme alla prima parte del castello; le rinforzò Pietro Caetani dopo il 1297, e nel 1369 Onorato I Caetani restaurò ancora la cinta.
Lungo il tracciato si riconoscono due adattamenti. La piccola chiesa di San Biagio, del XII secolo, stava così vicina alle mura che i costruttori dovettero deviarle per farla rientrare in città. E il ponte del Macello, a due campate, fu costruito proprio a ridosso della cinta, sul fiume Ninfa.
La visita
Le mura si vedono durante la visita al Giardino di Ninfa, che apre in giorni stabiliti: date, prenotazioni e biglietti vanno verificati sul sito della Fondazione Roffredo Caetani.
Il consiglio della redazione
Le mura non bastarono. Dopo l'assedio del 1380 Ninfa fu saccheggiata, e nel 1381 venne distrutta dalle città vicine a colpi di piccone: da allora non fu più ricostruita. Sul nome del ponte del Macello ci sono due spiegazioni, una battaglia che avrebbe arrossato l'acqua del fiume o, più probabilmente, un edificio per la macellazione della carne che sorgeva lì accanto.

