Canepina

Provincia: Viterbo · Regione: Lazio · Abitanti: 3.149 · CAP: 01030

Il nome di Canepina è una coltura: viene dalla canapa, e non per modo di dire, perché ancora nel Seicento il posto era una vasta piantagione, resa possibile dai molti corsi d'acqua che attraversano il territorio. Da lì il nome Canapina, diventato Canepina nel secolo successivo. Oggi i campi hanno lasciato il posto al bosco: l'ottantadue per cento del territorio comunale è coperto di alberi, la percentuale più alta della provincia di Viterbo, e soprattutto di castagni da frutto. Nella valle del Rio Francina resta un santuario romano delle acque, tre grossi massi di roccia vulcanica dedicati alla Bona Dea.

Il castello fu costruito verso la metà dell'undicesimo secolo dai prefetti di Vico su un dirupo allora inaccessibile, per sorvegliare dalla torre d'oriente la piana del Tevere. Lo comprò Adriano IV nel 1154, dal 1174 passò a Viterbo, che nel 1332 lo donò alla Santa Sede, e nel 1544 entrò nel ducato di Castro, dove restò fino al 1649. Il cinque giugno 1944 gli aerei alleati, che volevano bloccare la ritirata tedesca, sbagliarono bersaglio e colpirono il centro abitato invece del ponte: morirono centoquindici persone. Il paese conserva anche un dialetto così conservativo da risultare difficile perfino ai vicini, e nel 2014 ne è stato compilato un vocabolario.

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🍝 I sapori di Canepina

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