⛪ Chiese e santuari

santuario di Nostra Signora degli Angeli

📍 Arcola, Liguria · 48/100

Il 16 maggio 1910 il cardinale Pietro Maffi, arcivescovo di Pisa, incoronò la statua della Madonna venerata sul colle di Arcola. Tre giorni dopo, alle tre e venti di notte, un incendio doloso ridusse in cenere la chiesa: nel verbale che don Alessandro Centi lasciò nell'archivio parrocchiale si legge che la statua dell'altare maggiore e il velo di tulle bianco e azzurro che la avvolgeva uscirono intatti dalle fiamme. È l'episodio più raccontato di un santuario nato tre secoli e mezzo prima, nel 1556, quando cinque sorelle — Barbara, Camilla, Elisabetta, Catarinetta e Angela, figlie di Baldassarre Fiamberti e Margherita Blasio — dissero di aver visto la Vergine sopra una pianta di rosmarino, in località Carbonara, mentre recitavano l'Angelus. I lavori cominciarono quello stesso anno e finirono nel 1558; poco dopo la Repubblica di Genova riconobbe alla Madonna degli Angeli il titolo di patrona di Arcola.

Cosa vedere

L'interno si apre su tre navate divise da colonne di ordine ionico. Sotto il presbiterio si scende alla cappella dell'Apparizione, costruita sul punto che il racconto delle cinque sorelle indicava. Sull'altare maggiore sta la statua della Vergine scolpita nel 1624 dal carrarese Battista Orsolini; dietro, due affreschi di Luigi Agretti dipinti nel 1911 raccontano l'apparizione alle fanciulle e l'incoronazione. Le pareti portano un gran numero di ex voto: tavolette, fotografie, oggetti lasciati per una grazia ricevuta, una specie di archivio popolare della valle.

A sinistra dell'altare maggiore, la cappella del Santissimo Rosario conserva una statua lignea di Pietro Gavè, eseguita con l'aiuto di mastro Mario Cabano di Massa, e una tela di Andrea Podenzana datata 1688. Dello spezzino Giambattista Casoni, pittore del Seicento, sono l'Annunciazione e La croce e le pie donne. L'organo lo costruì nel 1799 la ditta pistoiese Tronci.

La visita

Il santuario sta in cima al colle del borgo antico, in via Giuseppe Garibaldi, e ci si arriva a piedi dalle salite di Arcola. Dal piazzale davanti alla chiesa lo sguardo cade sulla piana dove il Vara confluisce nel Magra. È parrocchia in attività del vicariato della Media Val di Magra, diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato: gli orari seguono quelli delle funzioni e nei giorni feriali può capitare di trovarla chiusa fuori dalla messa. Il momento di maggiore affluenza resta la festa di maggio, erede della processione del 1854, quando arcolani, magistratura e confraternite portarono la statua per le strade mentre il colera colpiva l'Italia.

Il consiglio della redazione

Consigliamo di salire nel tardo pomeriggio: la luce radente accende la facciata e la piana sotto il colle si legge meglio, con il nastro dei due fiumi. Prima di guardare le tele, fermatevi qualche minuto davanti agli ex voto: sono la parte più sincera del santuario e raccontano naufragi, malattie e ritorni molto più di qualsiasi pala d'altare.

Esplora Arcola

Tutto il comune: guida, luoghi, sapori ed eventi.